Home Rugby Rugby, l’abruzzese Riccioni tra i 44 azzurri convocati in vista dei Mondiali 

Rugby, l’abruzzese Riccioni tra i 44 azzurri convocati in vista dei Mondiali 

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Marco Riccioni in azione

Conor O’Shea, Commissario Tecnico della nazionale italiana rugby, ha ufficializzato la lista dei quarantaquattro giocatori inseriti nella rosa preliminare cui attingere per i raduni in programma a Pergine Valsugana, a partire dal 2 giugno, in preparazione alla Rugby World Cup in Giappone del prossimo autunno.

Tra di loro il pilone destro abruzzese Marco Riccioni, classe 1997, esordiente, in forza da due stagioni al Benetton Treviso. Un orgoglio per tutto il movimento ovale abruzzese. Riccioni, infatti, è una tra le prime linee più talentuose d’Italia e sta giocando un ottimo campionato in Pro 14 con i trevigiani, che sono recentemente approdati per la prima volta nella storia ai play off.

Riccioni ha iniziato a giocare con la squadra della sua città, Teramo, per poi passare alle giovanili della Polisportiva L’Aquila. A 18 anni il passaggio al Rugby Calvisano, dove milita per due stagioni, durante le quali diventa anche capitano della nazionale italiana U20. Poi il salto tra i pro, nelle fila del Benetton Treviso.

“L’annuncio di questa squadra per i raduni estivi porta a realizzare quanto siamo vicini all’incredibile esperienza sportiva che ci aspetta a settembre in Giappone, che costituisce una grande opportunità di muovere un nuovo passo nel nostro viaggio che mira a riportare l’Italia al vertice del rugby internazionale. Questo gruppo è un mix di giovani e veterani, un insieme veramente elettrizzante. Abbiamo già dovuto fare alcune scelte difficili e altre ancora più dure dovremo farne nel corso dell’estate. Disputare un Mondiale è il sogno di ogni giocatore. Tra giugno e luglio svolgeremo quattro raduni a Pergine Valsugana, il primo a partire dal 2 giugno, lavorando al tempo stesso insieme ed in affiancamento con le due franchigie prima di iniziare i nostri test-match estivi il 10 agosto a Dublino contro l’Irlanda”, ha dichiarato Conor O’Shea, al suo primo mondiale sulla panchina italiana.